Due casi, due personaggi, uno dolce, tenero, un pò compassione me l'ha fatta. L'altro più che altro mi ha fatto schifo.
Il primo, una mattina, è entrato con un paio di pantaloni di fustagno (proprio stile vecchietto) in mano. Me li appoggia sul bancone e mi chiede: "Ha mica qualcosa per coprire questi due buchi?" indicandomi due buchini sul risvolto. Che carino, non so se fosse perchè era fuso di testa o semplicemente aveva bisogno di qualcuno che lo ascoltasse...mi ha fatto tenerezza. Gli ho risposto che mia madre faceva la sarta ma le sue doti non le avevo ereditate purtroppo. L'ho mandato nella merceria in fondo alla strada, sperando che almeno loro potessero aiutarlo.
Quest'altro invece starei bene anche a non vederlo mai. Appena lo si guarda si capisce che non sta molto bene, ha delle caratteristiche fisiche, date da un lavoro che ha fatto in passato o dalla poca igiene, che fanno capire, ad occhio, quanto odore riesca ada emanare questo soggetto. A parte il capello unto, che solo quello è un ricettacolo di puzza, è doveroso elencare altri tratti somatici e fisici che fanno di questo anziano esemplare un ciclone di odori molesti.
(Premettiamo che, anche se sembra, non è un parto della mia fantasia o di quella del signor Roal Dahl).
Partiamo dal viso: agli angoli della bocca, non mancano le crosticine di bavetta, belle gialline, la pelle è screpolata, ciò significa che non si lava, perchè altrimeti sarebbe ben più morbida. Le orecchie hanno dentro una foresta di peluria ispida e nera (Ripeto che non me lo sto inventando). Il capello, gaillo pure lui, sempre arruffato, notare che no dico biondo o bianco, è proprio giallo, giallo canarino, però ricorda più la polenta...anche come lucentezza.
Le mani sono piene di aloni scuri negli incavi delle dita, le unghie sono a righe, nere vicino all'attaccatura e rosse in punta, come se le avesse infilate in un barattolo di conserva di pomodoro, che però si è seccata. Come nelle orecchie, dal naso spuntano tronchi neri e ispidi, che mi fanno venire il dubbio di come meccanicamente riesca a respirare, tale è la concentrazione di questo fenomeno ivi localizzato. La parte che ne deduce il passato di stoico e instancabile lavoratore è l'odore che emana, più che odore è proprio un olezzo, qualcosa di stantio che rimane nell'aria, al suo passaggio probabilmente un cane si metterebbe ad annusare l'aria, anche se gli fosse distante. L'odore più specificatamente ricorda quello di un pozzo nero, una fogna senza tombino, quando piove da almeno due settimane. Detta in parole povere, puzza di merda da tapparsi il naso, non gli si sta vicino. Tant'è vero che una volta una signora entrata poco dopo di lui, nel momento in cui le si è avvicinata, ha annusato e senza molte remore gli ha detto: "Senta ma si lava lei? Ma si sente che odore che ha?". Poveretto, fossi stato in lui mi sarei vergognato come un ladro. Anche se...


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