Trattasi di un vero e proprio regista di teatro, vestito in estate con un cappello felliniano di paglietta, una camicia da bancarella riminense che giusto un ragazzino porterebbe (con fantasie che spaziano dalle tigri bianche ai dragoni rossi che sputano fiamme), pantaloni sotto il ginocchio e sandali vecchio stile. In inverno sceglie un abbigliamento più pesante, ma senza dimenticare un bellissimo foulard violaceo e scarpe da ginnastica molto giovanili. Questo signore, che devo dirla tutta, mi sta veramente simpatico (vorrei precisare che questo post non è per lamentarmi ma per fare i complimenti a questo mio cliente), quando viene in libreria è solito chiacchierare un pò con me o attaccare bottone con le persone che sono dentro insieme a lui. Questa cosa fatta da chiunque altro mi sta sulle palle, ma lui, sarà perchè parla sempre di cinema (argomento che mi interessa), sarà perchè parla sempre dei pettegolezzi dei personaggi del teatro anni '50-'60-'70 (sotto sotto sono un pò pettegolo e mi interessa) mi fa piacere la sua compagnia (nelle dosi prescritte, beninteso). E poi parla francese, inglese, un pò di spagnolo, un discreto dialetto infilandoci qua e là qualche bel briscolino, soprattutto se parla di politica. Ad ogni modo, Ode e Lode sia al regista franshese, che ogni tanto mi delizia con qualche gossip vecchio stile! A proposito, sapevate che Thomas Millian era un burino anche nella vita vera, e che il personaggio del Monnezza era poco diverso da come era lui in realtà? (Farina del regista ^_^)
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